Il nuraghe s'Urachi

Ultima modifica 23 febbraio 2022

Il nuraghe s’Urachi rappresenta uno dei maggiori monumenti nuragici dell'intera isola.

Del nuraghe complesso è attualmente visibile l'antemurale, formato da una successioni di torri curvilinee unite da cortine murarie. Sino ad oggi gli scavi hanno messo in luce 7 torri, ma una parte estesa dell'antemurale si trova sotto la vecchia strada provinciale: con l'asportazione del manto stradale sarà possibile individuare le altre torri, non meno di tre.

La forma dell'antemurale è simile a quella del nuraghe Su Nuraxi di Barumini, che ha, però, solo sette torri. Se tale confronto è corretto all'interno dello spazio delimitato da questa cinta muraria dovrebbe trovarsi una struttura con 4 torri unite da muri, che racchiudono, a loro volta, un cortile e una torre centrale. In effetti, negli scavi recenti è venuta in luce una di queste torri e il tratto di muro che la univa a quella adiacente. Segnalato per la prima volta nel 1935 da Antonio Taramelli, il nuraghe è stato oggetto di scavi nel 1948 da parte del prof. Giovanni Lilliu. In seguito ulteriori campagne di scavo si sono svolte a partire dal 1979 e l'indagine prosegue tuttora. 

Non si hanno ancora elementi certi che consentano una datazione precisa del nuraghe, ma presumibilmente l'antemurale sembra poter risalire all'età del Bronzo recente (XII sec. a. C. circa). Successivamente, sempre in età nuragica, il nuraghe subì delle modifiche, come è ben visibile nel muro che si innesta sulla torre I, edificato con tecnica diversa. Nel VII sec. a. C. l’area vede la presenza dei Fenici, attestata dai frammenti ceramici, dai resti di abitazioni e di tombe. In questo periodo, che si estende sino al III sec. a. C., il nuraghe era in parte smantellato e interrato. Tra il III sec. a. C. e il II d. C. il monumento subì nuove modifiche ad opera dei romani. Edifici furono costruiti in cima alla struttura; una strada lastricata passava adiacente all'antemurale. I resti della strada e dei due ponti, il primo di quali quasi integralmente distrutto, sono ancora visibili.

Dopo l'abbandono (forse nel III sec. d. C) il nuraghe si interrò completamente. Venne utilizzato nei secoli passati come cava di pietra e di fango per i mattoni crudi, destinati alle abitazioni di San Vero Milis.